mercoledì 21 novembre 2012

Assemblea Pubblica Rapporto Calafati




Assemblea Pubblica sul Rapporto
"L'Aquila 2030. Lineamenti di un piano di sviluppo e questione"
di Antonio Calafati,
15 Novembre 2012 - Auditorium ANCE

Relatrice per l’Ass. Viviamolaq: Federica Massidda





Il rapporto “Calafati” in breve:

Situazione attuale:
Forte disequilibrio tra L’Aquila, che ha assunto una funzione “centroide” e i 29 comuni satelliti. Il capoluogo, nel corso dei decenni scorsi, ha accentrato a sé tutto lo sviluppo economico, determinando un forte squilibrio con gli altri piccoli comuni, tra l’altro anche molto distanti e difficili da raggiungere a causa dell’orografia del territorio,determinando così un forte spopolamento di questi ultimi.Il terremoto ha poi accentuato questo trend, in quanto ha reso ruderi quella parte di questi comuni che è stata abbandonata.


Le 4 fonti principali di reddito e di occupazione della Città dell’Aquila:
  1. Settore pubblico di rango (Pubblica Amministrazione); 
  2. Pensionati;
  3. Università, con il suo indotto;
  4. Settore manifatturiero di base.

Il turismo:
Poco rappresentativo quello in città, ma importante quello naturalistico ed invernale in Provincia.


Possibilità di crescita futura delle 4 fonti principali di reddito:
  1. Settore pubblico: praticamente stabile o in lieve flessione;
  2. Pensionati: stabile;
  3. Università: crescita possibile ed auspicabile, è il settore su cui puntare quasi tutto;
  4. Manifatturiero: possibile crescita dei servizi avanzati alle imprese, anche della ricostruzione;

Possibilità di crescita futura del turismo:
  1. L’Aquila: nessuna possibilità di incremento considerevole, per cui valga la pena di investire.
  2. Comuni limitrofi: possibile nascita e sviluppo di un turismo neo-rurale e naturalistico.

Ipotesi del non intervento:
Senza approntare politiche pubbliche diverse da quelle attuali:
  • Lento declino nei prossimi 10 anni;
  • Riduzione del numero degli studenti iscritti nelle facoltà dell’Ateneo aquilano, soprattutto tra i fuori sede;
  • Eccesso di offerta residenziale;
  • Trasformazione in ruderi dei centri storici con perdita definitiva del capitale territoriale.

Modello per L’Aquila, i 4 obbiettivi:
  1. Stabilizzazione demografico-occupazionale;
  2. Coesione sociale;
  3. Miglioramento efficienza energetica ed informazione: Smart City.

Come raggiungere questi obbiettivi?
  • Tempo: 10 anni.
  • Università e ricerca: Trasformare L’Aquila in una città-campus universitaria (ci sono già i presupposti);
  • Servizi avanzati: Fonte di nuova occupazione per una nascente forte domanda locale (ricostruzione…);
  • Neo-Rurale: Progetti di rivitalizzazione tramite lo sviluppo di attività di: agricoltura per auto-consumo, artigianato creativo, produzione di servizi avanzati, accoglienza turistica tramite ospitalità diffusa (nell’esempio di S. Stefano di Sessanio);
  • Settore Culturale: Espansione in termini di produzione di eventi e spettacoli, anche da esportare.

Condizione per raggiungere tali obbiettivi:
Affinché il programma possa trovare attuazione è fondamentale che ci sia coerenza e collaborazione con le strategie regionali e nazionali e tra gli enti amministrativi e governativi a tutti i livelli. Il documento potrebbe essere visto come un invito implicito alle forze politiche, sociali ed economiche del territorio a trovare 1 convergenza unitaria. C’è bisogno inoltre di partecipazione, trasparenza, condivisione e stabilità nel tempo degli obbiettivi strategici.


Le condizioni pre-sisma ed attuali e le prospettive future dell’Ateneo aquilano:
  • Pre-sisma: Studenti fuorisede “residenti”: 8.000/9.000.
  • Situazione 2012: Studenti fuorisede “residenti”: 2.000/4.000.
  • Prospettive 2020: Studenti fuori sede “residenti”: 20.000

Le proposte di VIVIAMOLAQ per lo sviluppo dell’Università:
  1. Fine delle tasse gratuite dal 2014: sono una situazione favorevole ma dettata dall’emergenza;
  2. Fine dei trasporti gratuiti: sono un aiuto, ma tendono a disincentivare la residenzialità studentesca;
  3. Creare un Centro di Eccellenza: garantire una formazione migliore ed alternativa rispetto alle altre città, anche con una più stretta collaborazione con il mondo del lavoro;
  4. Rapporto università/ricostruzione: per gli studenti di ingegneria edile/civile/ambientale: favorire tirocini e collaborazioni con il mondo lavorativo legato alla ricostruzione;
  5. Esportare le competenze acquisite: esportare i saperi nei settori della ricostruzione, della medicina, della biotecnologia e della cultura al di fuori del territorio comunale;
  6. Nuovi indirizzi/Smart City: nuove lauree specialistiche nelle discipline relative alle smart-city.

Le proposte di VIVIAMOLAQ per i servizi agli studenti universitari:
  1. Residenze: qui subentra la collaborazione con il Comune che deve destinare il 30%dei Progetti C.A.S.E. e M.A.P. più vicini alle facoltà a prezzi calmierati, in modo anche da fare da calmiere ai prezzi di mercato;
  2. Trasporti: trasporti migliori, più frequenti ed anche notturni;
  3. Spazi di studio e socialità: creazione di aule studio, centri di aggregazione, spazi attrezzati per svago e sport, nei Progetti C.A.S.E. che ospiteranno gli studenti, in modo da creare dei Campus sul genere di quelli Inglesi ed Americani, che fanno anche dello sport un elemento di eccellenza. Noi per es. abbiamo una lunghissima tradizione rugbystica da sviluppare in questo senso.

Le altre proposte di VIVIAMOLAQ:
  1. Spopolamento piccoli centri: evitare che, nel ripopolarsi senza una pianificazione, diventino dei ghetti per determinate fasce della popolazione;
  2. Nuovo P.R.G.: dovrà tenere ben presente: la mobilità sostenibile, la tutela del paesaggio, una nuova gerarchizzazione del territorio e nuove relazioni fra le frazioni.