domenica 4 marzo 2012

Chi Siamo?!



VIVIAMOLAq è un progetto ideato da studenti ed ex studenti dell’ateneo aquilano desiderosi di contribuire e partecipare al processo di rinascita della città. L’obiettivo è quello di ridare alla popolazione del capoluogo spazi di aggregazione attraverso l’organizzazione di laboratori territoriali di architettura partecipata.




IL TERRITORIO: ANALISI ATTUALE
 A quasi tre anni dal terremoto, la situazione che vivono i cittadini è quella fotografata nell'indagine “Microdis L'Aquila”, finanziata dalla Comunità europea e realizzata dalle università di Firenze, delle Marche e de L'Aquila. Lo studio attesta che:
- il 71% degli Aquilani considera che “la comunità sia morta assieme al terremoto"
- il 68% vorrebbe lasciare la propria abitazione attuale
- il 43% della popolazione soffre di stress
- il 73% denuncia "una totale mancanza di posti di ritrovo per la comunità".
Gli abitanti dei nuovi quartieri del progetto C.A.S.E. lamentano l’isolamento, la disgregazione e la frammentazione dei rapporti sociali e del legame con il proprio territorio. Gli spazi pubblici si sono rapidamente trasformati in non-luoghi, privi di identità, relazioni e storia, dove la comunità vive senza la possibilità di condividere e dialogare. E non va meglio nei centri commerciali, nelle palestre o nei luoghi di aggregazione improvvisati, come quelli nati in Viale della Croce Rossa, dove si vive il senso di una pesante solitudine di massa, che non può certo essere superata attraverso il soddisfacimento dei beni materiali.


GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il nostro obiettivo è quello di ridefinire con e per i cittadini spazi pubblici multifunzionali e luoghi di aggregazione, mediante uno scambio di idee e contributi con gli stessi fruitori.
In questo modo intendiamo dare agli aquilani la possibilità di avere voce in capitolo e di essere protagonisti attivi della progettazione. La possibile strada da percorrere è l’utilizzo delle aree dismesse, degli spazi interstiziali o adiacenti i nuovi aggregati post terremoto, degli scampoli di territorio agricolo periurbani alle campagne. Così facendo si fornirebbe un esempio positivo di promozione di politiche urbane virtuose, restituendo alle comunità la capacità creativa, progettuale e di scelta. Strumento attuativo è l’utilizzo temporaneo dei lotti, che consente di interpretare in maniera flessibile e dinamica l’idea di spazio pubblico. La scelta dei lotti sarebbe il risultato di un’attenta analisi dei luoghi, da quelli più degradati a quelli maggiormente carichi di potenzialità
L’iter progettuale e realizzativo è così definito: il proprietario, pubblico o privato, si impegna a cedere provvisoriamente il suo lotto, avviando un’analisi dei servizi, da quelli già esistenti a quelli ancora da soddisfare.
A ciò seguirà la fase più importante, quella di collaborazione progettuale con gli stessi fruitori, famiglie, studenti, giovani, anziani, associazioni, chiamati ad esprimere, attraverso momenti di confronto pubblico, le proprie idee e proposte. Solo dopo questa fase, si può arrivare alla definizione ultima del progetto, da realizzare in breve tempo e con costi contenuti. Non intendiamo precluderci poi la possibilità di attingere a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, attraverso il coinvolgimento di enti, fondazioni ed istituzioni, in grado di cofinanziare le opere e presentare progetti di gestione con la partnership di soggetti privati.
Ogni intervento architettonico deve obbedire a una visione eco-sistemica improntata sulla sostenibilità. Ciò risulterà possibile inserendo nel tessuto urbano elementi del paesaggio, quali l’acqua e il verde, e attraverso l’uso di architetture ludiche che utilizzano il gioco per creare nuove forme di relazione e nuove modalità di costruzione degli spazi della contemporaneità. Ma non solo. L’utilizzo di materiale riciclato per gli arredi e le finiture, vista la temporaneità degli interventi e il budget complessivo, sarà un insostituibile parametro di riferimento.
Gli interventi si indirizzeranno a piazze, giardini, orti collettivi, orti urbani, aree per attività ludiche, luoghi di ritrovo per anziani, spazi attrezzati per la pratica sportiva ecc.
Ogni progetto sarà inoltre legato ad un’associazione, ente o scuola, che provvederà alla sua successiva gestione. In questo modo, mediante piccoli ma efficaci e risolutivi interventi architettonici e urbanistici, saranno ristabilite le condizioni per ricostruire un nuovo e prezioso tessuto sociale.


IL PROGRAMMA DI INTERVENTI
Acquisizione dell'area - Individuato il lotto, la proprietà (pubblica o privata) la cede in concessione a titolo provvisorio;
Partecipazione con i cittadini - Attraverso il confronto di idee e proposte con i cittadini vengono definiti gli interventi e le strategie da attuare in fase realizzativa;
Azioni di intervento - I laboratori di architettura partecipata avranno come spazi di riferimento, giardini, orti collettivi, orti urbani, aree per attività ludiche o per la pratica sportiva, luoghi di ritrovo per anziani
Sostenibilità – L’utilizzo di materiale riciclato per gli arredi e le finiture, considerata la temporaneità degli interventi e il budget complessivo, costituirà il necessario parametro di riferimento;
Gestione diretta della popolazione - Ogni progetto sarà legato ad un’ associazione, comitato cittadino, ente o scuola, che provvederà alla sua realizzazione e alla relativa gestione.